Attivare ibernazione in Kubuntu Utopic Unicorn 14.10

febbraio 16, 2015 Lascia un commento

Scrivo giusto per ricordare a me stesso.

Mi è venuta voglia di attivare l’ibernazione per il mio portatile.

Cercando in rete ho trovato questa pagina wiki che ben spiega come fare:

https://help.ubuntu.com/14.04/ubuntu-help/power-hibernate.html

In pratica si verifica prima che l’ibernazione funzioni con


sudo pm-hibernate

Ovviamente bisogna avere il pacchetto pm-utils installato; nel caso non lo fosse (ma dovrebbe essere installato di default) basta semplicemente digitare


sudo apt-get install pm-utils

Una volta appurato che l’ibernazione funziona, per aggiungere la voce al Menù K di KDE assieme a quella dello spegnimento, del riavvio e della sospensione bisogna creare, con un editor di testo e con i privilegi di amministratore, il file /etc/polkit-1/localauthority/50-local.d/com.ubuntu.enable-hibernate.pkla


sudo nano /etc/polkit-1/localauthority/50-local.d/com.ubuntu.enable-hibernate.pkla

oppure, se si vuole usare kate al posto di nano


kdesudo kate /etc/polkit-1/localauthority/50-local.d/com.ubuntu.enable-hibernate.pkla

e dentro scriverci le seguenti stringhe:

[Re-enable hibernate by default in upower]
Identity=unix-user:*
Action=org.freedesktop.upower.hibernate
ResultActive=yes

[Re-enable hibernate by default in logind]
Identity=unix-user:*
Action=org.freedesktop.login1.hibernate;org.freedesktop.login1.hibernate-multiple-sessions
ResultActive=yes

Con un successivo riavvio la voce dell’ibernazione sarà disponibile nel menù.

Una cosa: riaccendendo il computer dopo aver dato sudo pm-hibernate si ritorna subito alla situazione che avevano lasciato; riaccendendo invece il computer dopo l’ibernazione con la nuova voce nel menù si arriva alla pagina di login e poi, dopo aver inserito la password, alla situazione che avevamo al momento dell’ibernazione; direi che è giusto così, per ripararci da qualche malintenzionato.

[Recensione] Watch_Dogs

luglio 3, 2014 Lascia un commento

Non sono un grande videogiocatore; con piacere ospito qui la recensione di Watch_Dogs scritta da un caro amico.

A voi 🙂

Watch_Dogs

La recensione

 

Quella che state per leggere è la mia recensione di Watch_Dogs, ultima fatica di Ubisoft che apre un genere nuovo per la casa e forse anche per il panorama videoludico. Prima di continuare, è bene mettere in chiaro due punti:

1) questa è una recensione personale, scritta di mio pugno e basata sull’esperienza che ho vissuto io in prima persona.
2) ho giocato a questo titolo su console Xbox 360, lo dico perché potrà essere utile quando parlerò di grafica e gameplay.

Fatte questa doverosa premessa, immergiamoci nella recensione vera e propria, sarà articolata in cinque punti più un commento finale.

L’IDEA

Watch_Dogs è una nuova tipologia di videogioco, come dicevo prima. Detta in modo sommario e forse neanche troppo corretto, è un mix tra “Matrix – Path of Neo” (tema informatico, concentrazione), “Assassin’s Creed” (parkour, tema della vendetta) e “Grand Theft Auto” (freeroam, utilizzo di veicoli). Il tutto ben frullato in un unico prodotto dalle qualità non stupefacenti ma che colpisce per l’originalità e la longevità. Watch_Dogs apre una nuova frontiera di prodotti videoludici, Ubisoft conquista l’ennesimo successo mondiale dopo le saghe di Prince of Persia e Assassin’s Creed.

STORIA

La trama di Watch_Dogs è la “classica” storia di vendetta (già vista in Assassin’s Creed 2 e Max Payne) e purtroppo con un finale quasi scontato, ma ovviamente non farò spoiler per chi ancora deve giocarlo. Tuttavia è ben articolata, ci sono all’incirca una trentina di missioni, non tantissime ma che consentono comunque di giocare per alcuni giorni senza esagerare.

Nella Chicago di un futuro non troppo lontano un’azienda ha sviluppato un programma che gestisce la città in maniera automatica, chiamato ctOS. Questo programma permette il controllo dei ponti, dei semafori, rileva azioni criminali anche se si stanno verificando sotto un cavalcavia e invia immediatamente le auto della polizia. Praticamente, un grande fratello che protegge i cittadini e gli consente di vivere in maniera più semplice.

Ma qualcuno non è contento di essere controllato, così un gruppo di hacker chiamato DedSec inizia una lotta al ctOS e alla Blume Corporation (azienda che sviluppa il software). Cominceranno così apparizioni televisive, blackout e azioni di guerriglia da ciascun lato. In tutto questo, troviamo il nostro protagonista, Aiden Pearce, un uomo sui 35 anni esperto di informatica a cui verrà fatto un grave torto. Hackerando, spiando e uccidendo, dovrà farsi strada per scoprire la verità su quanto accadutogli, affiancato da amici e parenti.

IL PROTAGONISTA

Vestiremo i panni di Aiden Pearce, hacker e uomo misterioso, dall’aspetto innocuo ma con fantasmi che lo perseguitano. Può fare tutto con il suo smartphone, o profiler che dir si voglia, ma ha i modi un pò rozzi e per questo non gode di ottima stima nell’ambiente familiare. Non si può dire molto del protagonista, se non che per quanto gli sviluppatori si siano sforzati, non solo non riesce a ottenere le grazie della sua famiglia, ma non sa conquistare nemmeno il cuore dei giocatori.

E’ un personaggio poco carismatico, certamente non all’altezza di un assassino del rinascimento o di un idraulico coi baffi e tuta rossa.

GAMEPLAY

Il gameplay è davvero buono, l’HUD (i vari indicatori di stato del giocatore) sono posizionati in modo da non infastidire il gioco specialmente durante azioni frenetiche. Ottima la possibilità di girovagare liberamente per Chicago e dintorni, a piedi, in auto, in moto, in treno o in motoscafo. I veicoli si possono acquistare, rubare o strappare a poveri guidatori che chiameranno quasi sempre la polizia. Ho scritto “quasi sempre” di proposito… perché a volte non c’è nessuna chiamata alle forze dell’ordine, come se essere derubati di un veicolo fosse una cosa normale, su cui poterci passare sopra.

Durante il parkour dobbiamo fare attenzione a non finire troppo in alto, perché a differenza di Assassin’s Creed, non avremo appigli per attutire un’eventuale caduta verso il basso. Sperimentato di persona, se ti butti dal terzo piano ti spiaccichi al marciapiede senza pietà! In sostanza: il realismo non è perfetto, le reazioni non sono sempre legate bene alle azioni.

Davvero un’ottimo diversivo le missioni secondarie, si va da distruggere veicoli che trasportano droga o persone rapite a salvare normali cittadini da criminali come stupratori e ladri. Sono presenti anche dei mini giochi come gli scacchi o il poker, anche questa cosa è stata presa da Assassin’s Creed 3 e 4. Poi, e qui ho fatto un bel sorriso quando l’ho visto, ci sono delle modalità di gioco “retrò” dove degli esseri degni di Arkanoid spuntano fuori da un’altra dimensione e bisogna ucciderli sparando come nei più classici dei giochi anni 80/90. Poi ci sono i “trip digitali”, droghe particolari che faranno vivere degli incubi particolari con obiettivi particolari.

Ma ora arriva il pezzo forte, l’anima del gioco, lo strumento che lo differenzia da tutti gli altri giochi del genere: il profiler. Cosa è il profiler? E’ un semplicissimo smartphone con cui però potremo manovrare l’intera città a nostro piacimento. Possiamo manovrare i semafori per causare incidenti, far partire un treno, alzare ponti e far esplodere tubature. Un utilizzo ottimale del profiler e delle sue potenzialità ci consentirà di acchiappare fuggitivi o seminare inseguitori. Ma il profiler può fare molto altro: una volta attivato, possiamo inquadrare le persone attorno a noi e vedere alcune informazioni, come il lavoro e qualche piccolo segreto. Persino il conto in banca, che ogni tanto potremo anche ripulire.

 

AUDIO E VIDEO

Per me uno dei punti più difficili da sviluppare. La grafica di Watch_Dogs di propone come next gen, quindi avanzata e molto curata. Ovviamente, su una vecchia console non si può apprezzare molto, ma confido che sulle nuove console e sui PC più performanti la resa grafica sia più che soddisfacente.

Al di là dei dettagli, Watch_Dogs presenta una buona grafica. La città di Chicago è molto grande, nei punti centrali anche molto dettagliata e con cittadini sempre in giro. Ottimi i dettagli del profiler e delle azioni di hacking, dei veicoli e delle esplosioni. Un pò deludenti invece i dettagli dei volti dei personaggi comuni, come i cittadini appunto, che mostrano una poligonatura eccessiva, così come i cartelli stradali che visti da molto vicino sgranano e danno l’impressione di essere immagini appiccicate sullo schermo.

Il reparto audio è più semplice da descrivere: deludente. Si, purtroppo è così. Attenzione, non totalmente, l’audio delle azioni comuni è buono, così come le musiche. Ma quando partono i filmati si ha un cambio di sonoro impressionante. Il doppiatore di Aiden Pearce (non mi sono informato su chi sia) sembra diverso, durante il gameplay parla un pò sottovoce e con tono profondo da giustiziere della notte, durante le animazioni sembra quasi allegro e con toni più alti. Così come alcuni personaggi secondari, stesso principio di prima. L’unico che si salva, e che ogni volta che lo sento non mi delude mai, è Claudio Moneta che in questo titolo doppia uno dei principali antagonisti. Per il resto, l’audio è soddisfacente, buona distinzione dei canali e come dicevo musiche decenti.

CONCLUSIONE

Per concludere, vale la pena acquistare Watch_Dogs? La risposta è: si! E’ un gioco molto valido, bello e accattivante, le poche imperfezioni sono compensate dai tanti pregi. Per me è stato un titolo di buona qualità, sicuramente migliorabile in futuro, ma che per essere appena approdato sul mercato si è rivelato un titolo di tutto rispetto. Per i fanatici dei voti, do un 8,5 più che meritato.

Questo è quanto, grazie per aver letto questa mia recensione. Ora scusatemi, vado a uccidere qualche criminale!

Disabilitare l’avvio di xfce-panel in Xubuntu Precise

luglio 9, 2012 2 commenti

Tempo fa, per alleggerire la mia Xubuntu Precise ho deciso di sostituire xfce-panel con tint2. Per fare questo ho avuto bisogno di eliminare xfce-panel dai programmi di avvio automatico.

Per prima cosa ho controllato la sessione avviata dal Display Manager, nel mio caso da LightDM


mauro@xPrecise:~$ cat /etc/lightdm/lightdm.conf

[SeatDefaults]
user-session=xubuntu
greeter-session=lightdm-gtk-greeter

La sessione è xubuntu.

Di conseguenza sono andato a modificare con un editor di testo (nel mio caso geany) e con i privilegi di amministratore il file /etc/xdg/xdg-xubuntu/xfce4/xfconf/xfce-perchannel-xml/xfce4-session.xml


sudo geany /etc/xdg/xdg-xubuntu/xfce4/xfconf/xfce-perchannel-xml/xfce4-session.xml

commentando la parte relativa a xfce-panel:


<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>

<channel name="xfce4-session" version="1.0">
<property name="general" type="empty">
<property name="FailsafeSessionName" type="string" value="Failsafe"/>
<property name="SaveOnExit" type="bool" value="false"/>
</property>
<property name="sessions" type="empty">
<property name="Failsafe" type="empty">
<property name="IsFailsafe" type="bool" value="true"/>
<property name="Count" type="int" value="5"/>
<property name="Client0_Command" type="array">
<value type="string" value="xfwm4"/>
<value type="string" value="--replace"/>
</property>
<property name="Client0_PerScreen" type="bool" value="false"/>
<property name="Client1_Command" type="array">
<!--
<value type="string" value="xfce4-panel"/>
-->
</property>
<property name="Client1_PerScreen" type="bool" value="false"/>
<property name="Client2_Command" type="array">
<value type="string" value="Thunar"/>
<value type="string" value="--daemon"/>
</property>
<property name="Client2_PerScreen" type="bool" value="false"/>
<property name="Client3_Command" type="array">
<value type="string" value="xfdesktop"/>
</property>
<property name="Client3_PerScreen" type="bool" value="false"/>
<property name="Client4_Command" type="array">
<value type="string" value="xfce4-settings-helper"/>
</property>
<property name="Client4_PerScreen" type="bool" value="false"/>
</property>
</property>
<property name="compat" type="empty">
<property name="LaunchGNOME" type="bool" value="false"/>
</property>
<property name="startup" type="empty">
<property name="screensaver" type="empty">
<property name="type" type="string" value="xscreensaver"/>
</property>
</property>
<property name="splash" type="empty">
<property name="Engine" type="string" value=""/>
</property>
</channel>

Dopo aver applicato la modifica basta salvare il file, chiudere l’editor e fare logout e login.

Se la sessione avviata da LightDM fosse stata xfce il comando per aprire file da modificare sarebbe stato

sudo geany /etc/xdg/xfce4/xfconf/xfce-perchannel-xml/xfce4-session.xml

Compilare ROOT su Ubuntu Precise 12.04

maggio 30, 2012 Lascia un commento

Questa piccola guida spiega come compilare il programma di analisi dati ROOT su Ubuntu Precise.

Più precisamente spiega come ho compilato io il programma, dato che esistono tantissime opzioni di compilazione: in pratica parlerò di una compilazione su macchina e sistema x86_64, abilitando in fase di configurazione tutti i moduli esterni e indicando come directory di installazione il percorso /usr/local.

Per prima cosa scarichiamo i sorgenti da questa pagina; è consigliabile scaricare la versione Pro, che ad oggi (e per questa guida) corrisponde alla versione 5.32/03

Dopo aver scaricato i sorgenti del programma, estraiamo l’archivio in una directory a nostro piacere e dirigiamoci con il terminale dentro questa directory, ad esempio se si è estratto l’archivio nella directory Scaricati dentro la nostra Home scriviamo in un terminale

cd $HOME/Scaricati/root

A questo punto scarichiamo ed installiamo i pacchetti necessari alla compilazione generica, quindi scriviamo nel terminale

sudo apt-get install build-essential

insieme alle librerie necessarie a ROOT

sudo apt-get install libx11-dev libxpm-dev libxft-dev libxext-dev gfortran libssl-dev libpcre3-dev libglu1-mesa-dev libglew1.5-dev libftgl-dev libmysqlclient-dev libfftw3-dev libcfitsio3-dev graphviz-dev libavahi-compat-libdnssd-dev libldap2-dev python-dev libxml2-dev libkrb5-dev libgsl0-dev libqt4-dev

Successivamente, anche per verificare che siano installate tutte le librerie, si può passare alla fase di configurazione digitando nel terminale il comando

./configure linuxx8664gcc --prefix=/usr/local

Il comando sopra effettua la configurazione per un sistema x86_64 e definisce come directory di installazione il percorso /usr/local.

Se non vengono riportati errori si può passare alla compilazione vera e propria col comando

make
 NB. Ho provato più volte, avendo un processore con 2 core, il comando
make -j 2

ma la compilazione si fermava. Leggendo qui mi sono accontentato del semplice make.

Il passo successivo è la vera e propria installazione, che si ottiene digitando nel terminale
sudo make install
Successivamente aggiorniamo la cache e i link alle librerie con il comando
ldconfig
e infine possiamo lanciare il programma
root
 Se all’avvio dovessimo notare un errore riguardante delle librerie mancanti, controlliamo (come viene detto qui) i file /etc/ld.so.conf e /etc/ld.so.conf.d/*.conf
cat /etc/ld.so.conf
cat /etc/ld.so.conf.d/*.conf
e nel caso non ci sia nessun riferimento alla directory delle librerie di ROOT, aggiungiamo (con i privilegi di amministratore) il riferimento a mano. Poi bisogna sempre aggiornare la cache e i link alle librerie.
Ad esempio il mio file ld.so.conf è fatto così
mauro@precise:~$ cat /etc/ld.so.conf
include /etc/ld.so.conf.d/*.conf
/usr/local/lib
/usr/local/lib/root
Questo è (speriamo) tutto; ovviamente, per informazioni più precise e dettagliate, consiglio di consultare la documentazione ufficiale.
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Compilare Me-Tv 1.4.0.9 su Xubuntu Precise

maggio 6, 2012 1 commento

Il miglior player per la riproduzione del segnale televisivo digitale (DVB-T) per me è Kaffeine.

Per motivi di necessità ho smesso di usare sistemi con KDE, o meglio li uso molto meno, e sono passato a Xubuntu, direi felicemente.

Ho usato fino ad adesso VLC per guardare la televisione, però non mi convince come questo programma gestisca gli EPG.

Decido così di usare Me-Tv. La versione nei repo è la 1.3.6-1 che non mi funziona da svariate versioni di Ubuntu


mauro@xPrecise:~$ apt-cache policy me-tv | grep Candidato
Candidato:  1.3.6-1

così ho deciso di compilare una versione successiva, la 1.4.0.9

La compilazione è molto semplice:

  • andiamo sulla pagina del progetto su Launchpad e scarichiamo l’archivio tar.gz contenente i sorgenti del programma
  • estraiamo l’archivio in una directory che più ci piace ed apriamo un terminale dentro questa directory
  • installiamo le dipendenze necessarie alla compilazione:
    sudo apt-get install build-essential g++ g++-4.6
    

    per installare il compilatore C++ e

    sudo apt-get install libatkmm-1.6-dev libcairomm-1.0-dev libgconf2-dev libgconfmm-2.6-1c2 libgconfmm-2.6-dev libglibmm-2.4-dev libgtkmm-2.4-dev libpangomm-1.4-dev libsigc++-2.0-dev libslang2-dev libsqlite3-dev libstdc++6-4.6-dev libunique-dev libxine-dev libxml++2.6-dev libvlc-dev

    per le dipendenze necessarie a Me-Tv.
    In alternativa possiamo lanciare il comando

    sudo apt-get build-dep me-tv

    che si occuperà di scaricare le dipendenze di me-tv, riferite però alla versione presente nei repository ufficiali. Di solito vanno bene, nel caso mancasse qualche pacchetto ci viene detto quale è con il comando del passaggio successivo

  • lanciamo lo script che controllerà tutte le dipendenze  e si occuperà di creare i file necessari alla compilazione
    bash autogen.sh
  • compiliamo
    make && sudo make install

Se tutto è andato liscio, avremo Me-Tv bello che funzionante

Consiglio di non cancellare la directory dove è stata svolta la compilazione, perchè ci servirà nel caso volessimo disinstallare in futuro il programma: basta andare con un terminale nella directory con i sorgenti e digitare il comando

sudo make uninstall

Ciao 🙂

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Ubuntu Builder: utility per creare una ubuntu personalizzata

novembre 9, 2011 Lascia un commento

Volevo segnalare un programma ai lettori, se esistono, di questo blog.

Si tratta di Ubuntu Builder: un programma in Gambas, scritto dal buon Vaillant, in grado di creare immagini personalizzate di Ubuntu e derivate.

Non starò a dilungarmi, fornisco solo alcuni link per il download e per il forum ufficiale di supporto.

http://code.google.com/p/ubuntu-builder/

http://ubuntubuilder.altervista.org/index.php

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Kaffeine: no audio

ottobre 6, 2011 Lascia un commento

Da diverse settimane avevo un fastidioso problema su Aptosid, che ricordo essere basata su Debian Sid: kaffeine non riproduceva alcun file perchè diceva che aveva problemi con l’audio.

La situazione di partenza è questa:

mauro@aptosid:~$ apt-cache policy kaffeine phonon-backend-xine
kaffeine:
Installato: 1.2.2-1
Candidato:  1.2.2-1
Tabella versione:
*** 1.2.2-1 0
500 http://ftp.us.debian.org/debian/ sid/main amd64 Packages
100 /var/lib/dpkg/status
phonon-backend-xine:
Installato: 4:4.6.0really4.4.4-4
Candidato:  4:4.6.0really4.4.4-4
Tabella versione:
*** 4:4.6.0really4.4.4-4 0
500 http://ftp.us.debian.org/debian/ sid/main amd64 Packages
100 /var/lib/dpkg/status
mauro@aptosid:~$ lspci | grep Audio
00:1b.0 Audio device: Intel Corporation 82801I (ICH9 Family) HD Audio Controller (rev 03)
mauro@aptosid:~$

Aprendo un file, compariva una finestra con su scritto:

Audio device unavailable
Sul forum di Aptosid, ho trovato la soluzione che, essendo spiegata con un errorino, ripropongo:
aprite con un editor di testo il file .kde/share/apps/kaffeine/xine-config
kate .kde/share/apps/kaffeine/xine-config
cercate, all’inizio del file, le stringhe
# audio driver
# { auto  sndio  pulseaudio  alsa  oss  jack  file  none }, default: 0
audio.driver:auto
e sostituite <auto> con <alsa>
# audio driver
# { auto  sndio  pulseaudio  alsa  oss  jack  file  none }, default: 0
audio.driver:alsa
A questo punto salvate il file, chiudetelo e avviate (finalmente!) kaffeine