Giro in bici con Daping Action Cam
Recentemente ho acquistato una action cam economica:
Ho fatto un giro di prova montando la action cam sul manubrio della mia bici.
Il video, velocizzato, è stato girato a 1080p/60pfs.
Attivare ibernazione in Kubuntu Utopic Unicorn 14.10
Scrivo giusto per ricordare a me stesso.
Mi è venuta voglia di attivare l’ibernazione per il mio portatile.
Cercando in rete ho trovato questa pagina wiki che ben spiega come fare:
https://help.ubuntu.com/14.04/ubuntu-help/power-hibernate.html
In pratica si verifica prima che l’ibernazione funzioni con
sudo pm-hibernate
Ovviamente bisogna avere il pacchetto pm-utils installato; nel caso non lo fosse (ma dovrebbe essere installato di default) basta semplicemente digitare
sudo apt-get install pm-utils
Una volta appurato che l’ibernazione funziona, per aggiungere la voce al Menù K di KDE assieme a quella dello spegnimento, del riavvio e della sospensione bisogna creare, con un editor di testo e con i privilegi di amministratore, il file /etc/polkit-1/localauthority/50-local.d/com.ubuntu.enable-hibernate.pkla
sudo nano /etc/polkit-1/localauthority/50-local.d/com.ubuntu.enable-hibernate.pkla
oppure, se si vuole usare kate al posto di nano
kdesudo kate /etc/polkit-1/localauthority/50-local.d/com.ubuntu.enable-hibernate.pkla
e dentro scriverci le seguenti stringhe:
[Re-enable hibernate by default in upower] Identity=unix-user:* Action=org.freedesktop.upower.hibernate ResultActive=yes [Re-enable hibernate by default in logind] Identity=unix-user:* Action=org.freedesktop.login1.hibernate;org.freedesktop.login1.hibernate-multiple-sessions ResultActive=yes
Con un successivo riavvio la voce dell’ibernazione sarà disponibile nel menù.
Una cosa: riaccendendo il computer dopo aver dato sudo pm-hibernate si ritorna subito alla situazione che avevano lasciato; riaccendendo invece il computer dopo l’ibernazione con la nuova voce nel menù si arriva alla pagina di login e poi, dopo aver inserito la password, alla situazione che avevamo al momento dell’ibernazione; direi che è giusto così, per ripararci da qualche malintenzionato.
[Recensione] Watch_Dogs
Non sono un grande videogiocatore; con piacere ospito qui la recensione di Watch_Dogs scritta da un caro amico.
A voi 🙂
Watch_Dogs
La recensione
Quella che state per leggere è la mia recensione di Watch_Dogs, ultima fatica di Ubisoft che apre un genere nuovo per la casa e forse anche per il panorama videoludico. Prima di continuare, è bene mettere in chiaro due punti:
1) questa è una recensione personale, scritta di mio pugno e basata sull’esperienza che ho vissuto io in prima persona.
2) ho giocato a questo titolo su console Xbox 360, lo dico perché potrà essere utile quando parlerò di grafica e gameplay.
Fatte questa doverosa premessa, immergiamoci nella recensione vera e propria, sarà articolata in cinque punti più un commento finale.
L’IDEA
Watch_Dogs è una nuova tipologia di videogioco, come dicevo prima. Detta in modo sommario e forse neanche troppo corretto, è un mix tra “Matrix – Path of Neo” (tema informatico, concentrazione), “Assassin’s Creed” (parkour, tema della vendetta) e “Grand Theft Auto” (freeroam, utilizzo di veicoli). Il tutto ben frullato in un unico prodotto dalle qualità non stupefacenti ma che colpisce per l’originalità e la longevità. Watch_Dogs apre una nuova frontiera di prodotti videoludici, Ubisoft conquista l’ennesimo successo mondiale dopo le saghe di Prince of Persia e Assassin’s Creed.
STORIA
La trama di Watch_Dogs è la “classica” storia di vendetta (già vista in Assassin’s Creed 2 e Max Payne) e purtroppo con un finale quasi scontato, ma ovviamente non farò spoiler per chi ancora deve giocarlo. Tuttavia è ben articolata, ci sono all’incirca una trentina di missioni, non tantissime ma che consentono comunque di giocare per alcuni giorni senza esagerare.
Nella Chicago di un futuro non troppo lontano un’azienda ha sviluppato un programma che gestisce la città in maniera automatica, chiamato ctOS. Questo programma permette il controllo dei ponti, dei semafori, rileva azioni criminali anche se si stanno verificando sotto un cavalcavia e invia immediatamente le auto della polizia. Praticamente, un grande fratello che protegge i cittadini e gli consente di vivere in maniera più semplice.
Ma qualcuno non è contento di essere controllato, così un gruppo di hacker chiamato DedSec inizia una lotta al ctOS e alla Blume Corporation (azienda che sviluppa il software). Cominceranno così apparizioni televisive, blackout e azioni di guerriglia da ciascun lato. In tutto questo, troviamo il nostro protagonista, Aiden Pearce, un uomo sui 35 anni esperto di informatica a cui verrà fatto un grave torto. Hackerando, spiando e uccidendo, dovrà farsi strada per scoprire la verità su quanto accadutogli, affiancato da amici e parenti.
IL PROTAGONISTA
Vestiremo i panni di Aiden Pearce, hacker e uomo misterioso, dall’aspetto innocuo ma con fantasmi che lo perseguitano. Può fare tutto con il suo smartphone, o profiler che dir si voglia, ma ha i modi un pò rozzi e per questo non gode di ottima stima nell’ambiente familiare. Non si può dire molto del protagonista, se non che per quanto gli sviluppatori si siano sforzati, non solo non riesce a ottenere le grazie della sua famiglia, ma non sa conquistare nemmeno il cuore dei giocatori.
E’ un personaggio poco carismatico, certamente non all’altezza di un assassino del rinascimento o di un idraulico coi baffi e tuta rossa.
GAMEPLAY
Il gameplay è davvero buono, l’HUD (i vari indicatori di stato del giocatore) sono posizionati in modo da non infastidire il gioco specialmente durante azioni frenetiche. Ottima la possibilità di girovagare liberamente per Chicago e dintorni, a piedi, in auto, in moto, in treno o in motoscafo. I veicoli si possono acquistare, rubare o strappare a poveri guidatori che chiameranno quasi sempre la polizia. Ho scritto “quasi sempre” di proposito… perché a volte non c’è nessuna chiamata alle forze dell’ordine, come se essere derubati di un veicolo fosse una cosa normale, su cui poterci passare sopra.
Durante il parkour dobbiamo fare attenzione a non finire troppo in alto, perché a differenza di Assassin’s Creed, non avremo appigli per attutire un’eventuale caduta verso il basso. Sperimentato di persona, se ti butti dal terzo piano ti spiaccichi al marciapiede senza pietà! In sostanza: il realismo non è perfetto, le reazioni non sono sempre legate bene alle azioni.
Davvero un’ottimo diversivo le missioni secondarie, si va da distruggere veicoli che trasportano droga o persone rapite a salvare normali cittadini da criminali come stupratori e ladri. Sono presenti anche dei mini giochi come gli scacchi o il poker, anche questa cosa è stata presa da Assassin’s Creed 3 e 4. Poi, e qui ho fatto un bel sorriso quando l’ho visto, ci sono delle modalità di gioco “retrò” dove degli esseri degni di Arkanoid spuntano fuori da un’altra dimensione e bisogna ucciderli sparando come nei più classici dei giochi anni 80/90. Poi ci sono i “trip digitali”, droghe particolari che faranno vivere degli incubi particolari con obiettivi particolari.
Ma ora arriva il pezzo forte, l’anima del gioco, lo strumento che lo differenzia da tutti gli altri giochi del genere: il profiler. Cosa è il profiler? E’ un semplicissimo smartphone con cui però potremo manovrare l’intera città a nostro piacimento. Possiamo manovrare i semafori per causare incidenti, far partire un treno, alzare ponti e far esplodere tubature. Un utilizzo ottimale del profiler e delle sue potenzialità ci consentirà di acchiappare fuggitivi o seminare inseguitori. Ma il profiler può fare molto altro: una volta attivato, possiamo inquadrare le persone attorno a noi e vedere alcune informazioni, come il lavoro e qualche piccolo segreto. Persino il conto in banca, che ogni tanto potremo anche ripulire.
AUDIO E VIDEO
Per me uno dei punti più difficili da sviluppare. La grafica di Watch_Dogs di propone come next gen, quindi avanzata e molto curata. Ovviamente, su una vecchia console non si può apprezzare molto, ma confido che sulle nuove console e sui PC più performanti la resa grafica sia più che soddisfacente.
Al di là dei dettagli, Watch_Dogs presenta una buona grafica. La città di Chicago è molto grande, nei punti centrali anche molto dettagliata e con cittadini sempre in giro. Ottimi i dettagli del profiler e delle azioni di hacking, dei veicoli e delle esplosioni. Un pò deludenti invece i dettagli dei volti dei personaggi comuni, come i cittadini appunto, che mostrano una poligonatura eccessiva, così come i cartelli stradali che visti da molto vicino sgranano e danno l’impressione di essere immagini appiccicate sullo schermo.
Il reparto audio è più semplice da descrivere: deludente. Si, purtroppo è così. Attenzione, non totalmente, l’audio delle azioni comuni è buono, così come le musiche. Ma quando partono i filmati si ha un cambio di sonoro impressionante. Il doppiatore di Aiden Pearce (non mi sono informato su chi sia) sembra diverso, durante il gameplay parla un pò sottovoce e con tono profondo da giustiziere della notte, durante le animazioni sembra quasi allegro e con toni più alti. Così come alcuni personaggi secondari, stesso principio di prima. L’unico che si salva, e che ogni volta che lo sento non mi delude mai, è Claudio Moneta che in questo titolo doppia uno dei principali antagonisti. Per il resto, l’audio è soddisfacente, buona distinzione dei canali e come dicevo musiche decenti.
CONCLUSIONE
Per concludere, vale la pena acquistare Watch_Dogs? La risposta è: si! E’ un gioco molto valido, bello e accattivante, le poche imperfezioni sono compensate dai tanti pregi. Per me è stato un titolo di buona qualità, sicuramente migliorabile in futuro, ma che per essere appena approdato sul mercato si è rivelato un titolo di tutto rispetto. Per i fanatici dei voti, do un 8,5 più che meritato.
Questo è quanto, grazie per aver letto questa mia recensione. Ora scusatemi, vado a uccidere qualche criminale!
Disabilitare l’avvio di xfce-panel in Xubuntu Precise
Tempo fa, per alleggerire la mia Xubuntu Precise ho deciso di sostituire xfce-panel con tint2. Per fare questo ho avuto bisogno di eliminare xfce-panel dai programmi di avvio automatico.
Per prima cosa ho controllato la sessione avviata dal Display Manager, nel mio caso da LightDM
mauro@xPrecise:~$ cat /etc/lightdm/lightdm.conf [SeatDefaults] user-session=xubuntu greeter-session=lightdm-gtk-greeter
La sessione è xubuntu.
Di conseguenza sono andato a modificare con un editor di testo (nel mio caso geany) e con i privilegi di amministratore il file /etc/xdg/xdg-xubuntu/xfce4/xfconf/xfce-perchannel-xml/xfce4-session.xml
sudo geany /etc/xdg/xdg-xubuntu/xfce4/xfconf/xfce-perchannel-xml/xfce4-session.xml
commentando la parte relativa a xfce-panel:
<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <channel name="xfce4-session" version="1.0"> <property name="general" type="empty"> <property name="FailsafeSessionName" type="string" value="Failsafe"/> <property name="SaveOnExit" type="bool" value="false"/> </property> <property name="sessions" type="empty"> <property name="Failsafe" type="empty"> <property name="IsFailsafe" type="bool" value="true"/> <property name="Count" type="int" value="5"/> <property name="Client0_Command" type="array"> <value type="string" value="xfwm4"/> <value type="string" value="--replace"/> </property> <property name="Client0_PerScreen" type="bool" value="false"/> <property name="Client1_Command" type="array"> <!-- <value type="string" value="xfce4-panel"/> --> </property> <property name="Client1_PerScreen" type="bool" value="false"/> <property name="Client2_Command" type="array"> <value type="string" value="Thunar"/> <value type="string" value="--daemon"/> </property> <property name="Client2_PerScreen" type="bool" value="false"/> <property name="Client3_Command" type="array"> <value type="string" value="xfdesktop"/> </property> <property name="Client3_PerScreen" type="bool" value="false"/> <property name="Client4_Command" type="array"> <value type="string" value="xfce4-settings-helper"/> </property> <property name="Client4_PerScreen" type="bool" value="false"/> </property> </property> <property name="compat" type="empty"> <property name="LaunchGNOME" type="bool" value="false"/> </property> <property name="startup" type="empty"> <property name="screensaver" type="empty"> <property name="type" type="string" value="xscreensaver"/> </property> </property> <property name="splash" type="empty"> <property name="Engine" type="string" value=""/> </property> </channel>
Dopo aver applicato la modifica basta salvare il file, chiudere l’editor e fare logout e login.
Se la sessione avviata da LightDM fosse stata xfce il comando per aprire file da modificare sarebbe stato
sudo geany /etc/xdg/xfce4/xfconf/xfce-perchannel-xml/xfce4-session.xml
Compilare ROOT su Ubuntu Precise 12.04
Questa piccola guida spiega come compilare il programma di analisi dati ROOT su Ubuntu Precise.
Più precisamente spiega come ho compilato io il programma, dato che esistono tantissime opzioni di compilazione: in pratica parlerò di una compilazione su macchina e sistema x86_64, abilitando in fase di configurazione tutti i moduli esterni e indicando come directory di installazione il percorso /usr/local.
Per prima cosa scarichiamo i sorgenti da questa pagina; è consigliabile scaricare la versione Pro, che ad oggi (e per questa guida) corrisponde alla versione 5.32/03
Dopo aver scaricato i sorgenti del programma, estraiamo l’archivio in una directory a nostro piacere e dirigiamoci con il terminale dentro questa directory, ad esempio se si è estratto l’archivio nella directory Scaricati dentro la nostra Home scriviamo in un terminale
cd $HOME/Scaricati/root
A questo punto scarichiamo ed installiamo i pacchetti necessari alla compilazione generica, quindi scriviamo nel terminale
sudo apt-get install build-essential
insieme alle librerie necessarie a ROOT
sudo apt-get install libx11-dev libxpm-dev libxft-dev libxext-dev gfortran libssl-dev libpcre3-dev libglu1-mesa-dev libglew1.5-dev libftgl-dev libmysqlclient-dev libfftw3-dev libcfitsio3-dev graphviz-dev libavahi-compat-libdnssd-dev libldap2-dev python-dev libxml2-dev libkrb5-dev libgsl0-dev libqt4-dev
Successivamente, anche per verificare che siano installate tutte le librerie, si può passare alla fase di configurazione digitando nel terminale il comando
./configure linuxx8664gcc --prefix=/usr/local
Il comando sopra effettua la configurazione per un sistema x86_64 e definisce come directory di installazione il percorso /usr/local.
Se non vengono riportati errori si può passare alla compilazione vera e propria col comando
make
make -j 2
ma la compilazione si fermava. Leggendo qui mi sono accontentato del semplice make.
sudo make install
ldconfig
root
cat /etc/ld.so.conf cat /etc/ld.so.conf.d/*.conf
mauro@precise:~$ cat /etc/ld.so.conf include /etc/ld.so.conf.d/*.conf /usr/local/lib /usr/local/lib/root
Compilare Me-Tv 1.4.0.9 su Xubuntu Precise
Il miglior player per la riproduzione del segnale televisivo digitale (DVB-T) per me è Kaffeine.
Per motivi di necessità ho smesso di usare sistemi con KDE, o meglio li uso molto meno, e sono passato a Xubuntu, direi felicemente.
Ho usato fino ad adesso VLC per guardare la televisione, però non mi convince come questo programma gestisca gli EPG.
Decido così di usare Me-Tv. La versione nei repo è la 1.3.6-1 che non mi funziona da svariate versioni di Ubuntu
mauro@xPrecise:~$ apt-cache policy me-tv | grep Candidato Candidato: 1.3.6-1
così ho deciso di compilare una versione successiva, la 1.4.0.9
La compilazione è molto semplice:
- andiamo sulla pagina del progetto su Launchpad e scarichiamo l’archivio tar.gz contenente i sorgenti del programma
- estraiamo l’archivio in una directory che più ci piace ed apriamo un terminale dentro questa directory
- installiamo le dipendenze necessarie alla compilazione:
sudo apt-get install build-essential g++ g++-4.6
per installare il compilatore C++ e
sudo apt-get install libatkmm-1.6-dev libcairomm-1.0-dev libgconf2-dev libgconfmm-2.6-1c2 libgconfmm-2.6-dev libglibmm-2.4-dev libgtkmm-2.4-dev libpangomm-1.4-dev libsigc++-2.0-dev libslang2-dev libsqlite3-dev libstdc++6-4.6-dev libunique-dev libxine-dev libxml++2.6-dev libvlc-dev
per le dipendenze necessarie a Me-Tv.
In alternativa possiamo lanciare il comandosudo apt-get build-dep me-tv
che si occuperà di scaricare le dipendenze di me-tv, riferite però alla versione presente nei repository ufficiali. Di solito vanno bene, nel caso mancasse qualche pacchetto ci viene detto quale è con il comando del passaggio successivo
- lanciamo lo script che controllerà tutte le dipendenze e si occuperà di creare i file necessari alla compilazione
bash autogen.sh
- compiliamo
make && sudo make install
Se tutto è andato liscio, avremo Me-Tv bello che funzionante
Consiglio di non cancellare la directory dove è stata svolta la compilazione, perchè ci servirà nel caso volessimo disinstallare in futuro il programma: basta andare con un terminale nella directory con i sorgenti e digitare il comando
sudo make uninstall
Ciao 🙂
Ubuntu Builder: utility per creare una ubuntu personalizzata
Volevo segnalare un programma ai lettori, se esistono, di questo blog.
Si tratta di Ubuntu Builder: un programma in Gambas, scritto dal buon Vaillant, in grado di creare immagini personalizzate di Ubuntu e derivate.
Non starò a dilungarmi, fornisco solo alcuni link per il download e per il forum ufficiale di supporto.
http://code.google.com/p/ubuntu-builder/
http://ubuntubuilder.altervista.org/index.php
=-=-=-=-=
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Kaffeine: no audio
Da diverse settimane avevo un fastidioso problema su Aptosid, che ricordo essere basata su Debian Sid: kaffeine non riproduceva alcun file perchè diceva che aveva problemi con l’audio.
La situazione di partenza è questa:
mauro@aptosid:~$ apt-cache policy kaffeine phonon-backend-xine
kaffeine:
Installato: 1.2.2-1
Candidato: 1.2.2-1
Tabella versione:
*** 1.2.2-1 0
500 http://ftp.us.debian.org/debian/ sid/main amd64 Packages
100 /var/lib/dpkg/status
phonon-backend-xine:
Installato: 4:4.6.0really4.4.4-4
Candidato: 4:4.6.0really4.4.4-4
Tabella versione:
*** 4:4.6.0really4.4.4-4 0
500 http://ftp.us.debian.org/debian/ sid/main amd64 Packages
100 /var/lib/dpkg/status
mauro@aptosid:~$ lspci | grep Audio
00:1b.0 Audio device: Intel Corporation 82801I (ICH9 Family) HD Audio Controller (rev 03)
mauro@aptosid:~$
Aprendo un file, compariva una finestra con su scritto:
Audio device unavailable
kate .kde/share/apps/kaffeine/xine-config
# audio driver
# { auto sndio pulseaudio alsa oss jack file none }, default: 0
audio.driver:auto
# audio driver
# { auto sndio pulseaudio alsa oss jack file none }, default: 0
audio.driver:alsa
Distribuzioni Debian-based: aggiornamento sicuro
Utilizzo distribuzioni Debian based: Debian Squeeze, Aptosid e varie Ubuntu; trovo molto più comodo aggiornare il sistema da terminale piuttosto che da interfaccia grafica.
Usando anche distribuzioni che richiedono un po’ di attenzione, tipo Aptosid (basata su DEbian Sid) o Ubuntu+1, consiglio di agire con cautela.
Un pacchetto che può venire in nostro aiuto è apt-show-versions,
sudo apt-get install apt-show-versions
che ci dice la versione dei nostri pacchetti installati, quelli aggiornabili, a che versione, e così via.
Altro accorgimento è quello di prendere nota degli aggiornamenti effettuati, in modo da poter risalire con più facilità, in caso di problemi, al pacchetto colpevole: a tal proposito creo sempre nei miei sistemi una directory dove salvo i file di testo con dentro gli aggiornamenti effettuati
mkdir $HOME/aggiornamenti
Dopo aver aggiornato l’indice dei pacchetti (update) non dobbiamo subito installare ciò che ci propone apt, ma guardiamo prima che non voglia rimuovere pacchetti importanti: nel caso ci fosse qualche rimozione, ad esempio di un pacchetto chiamato pacchetto1, controlliamo se è una rimozione potenzialmente pericolosa o se in contemporanea verrà installato un pacchetto chiamato pacchetto2, che va solo a sostituire quello più vecchio.
Per riassumere, su Aptosid eseguo prima questo script (da utente root)
#!/bin/bash
## Lettura sources.list.d/*
echo “********************************************”
echo “Lettura sources.list & sources.list.d/*.list”
echo “********************************************”
apt-get update## Cambiamento di versione e salvataggio su file in $HOME/.aggiornamenti/aggiornamenti-$(date %F)
su mauro -c ‘apt-show-versions -u > $HOME/aggiornamenti/aggiornamenti_$(date +’%F_%H%M’)’## Download pacchetti aggiornati
echo “*****************************”
echo “Download pacchetti aggiornati”
echo “*****************************”
apt-get dist-upgrade -d
poi controllo che non ci siano rimozioni strane e poi lancio l’aggiornamento, magari uscendo dalla modalità grafica, in modo da rendere il tutto più sicuro. Quindi, sempre come utente root
service kdm stop && apt-get dist-upgrade && service kdm start && reboot
Aggiungo che su Aptosid ho KDE, quindi stoppo quel servizio. In caso da chiudere è lightdm, gdm, eccetera. Oppure si possono sostituire i comandi
service kdm start/stop
studiando i runlevel del proprio sistema. Ad esempio per Aptosid viene
init 3 && apt-get dist-upgrade && init 5 && reboot
Questo non è certo un metodo infallibile per aggiornare un sistema con apt, però a mio parere diminuisce sensibilmente il rischio di incontrare problemi e nella malaugurata ipotesi che questi arrivino comunque, ci facilita la caccia al colpevole
Gnome e LaTeX
Solitamente quando scrivo documenti in LaTeX utilizzo un sistema con KDE, dove posso usare l’ottimo Kile.
In questi giorni sto però usando Ubuntu 10.10 con Gnome e, mancandomi spazio sull’hard disk, preferisco non installare Kile, che si porterebbe dietro svariati componenti di KDE.
Ho cercato degli editor+compilatori all-in-one, stile Kile; ho trovato Gummi e Lyx, ma non mi piacciono.
Allora mi sono affidato al buon vecchio Gedit, compilando il documento da terminale.
Per il compilatore LaTeX basta installare texlive-latex3, ma consiglio di aggiungere anche texlive-latex-extra:
sudo apt-get install texlive-latex3 texlive-latex-extra
Per ottimizzare invece Gedit, basta installare il plugin gedit-latex-plugin:
sudo apt-get install gedit-latex-plugin
e poi attivarlo dal menù contestuale di Gedit tramite Modifica >> Preferenze >> Plugin
Il risultato è soddisfacente:
Per compilare in formato pdf file, basta digitare in un terminale
pdflatex /path/file.tex
(guardare comunque il manuale di pdflatex per le varie opzioni) oppure si può fare tutto dal menù Strumenti di Gedit, tramite click del mouse o tramite scorciatoie da tastiera (Ctrl+Alt+numero).
Devo dire che preferisco ancora Kile, ma questa configurazione non è affatto male.


